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venerdì 8 marzo 2013

Riflessioni forse qualunquiste e … pensieri ignoranti.


Ascoltando una rassegna dei principali articoli politici presenti su i principali organi di stampa, ho fatto alcune riflessioni che potrebbero anche essere definite qualunquistiche e che sicuramente sono ignoranti, nel senso di not politically correct, ma che mi sembra siano aderenti alla nostra realtà dove tutti parlano male di tutti e scarsamente si guardano allo specchio.

In stretto ordine alfabetico, una piccola foto dei protagonisti scattata sulla base dei giudizi che circolano.
Berlusconi è “brutto, sporco e cattivo”, è “padrone” di tutta la TV, i giornali e la comunicazione. E’ sotto mille processi, centomila accuse, condanne di primo grado che si sciolgono al primo sole e, soprattutto, è ricco ed invidiato. Poi racconta barzellette e questo per un Primo Ministro è poco serio.
Bersani è serio, ha un accento emiliano e questo basta per garantire la sua “sinistrità”. E’ un bravissimo pensatore di slogan brucianti. Peccato che a forza di “non pettinare le bambole” queste hanno perso tutti i capelli ed ora gli sono restati solo dei leopardi spelacchiati e pallidi ….li ha smacchiati tutti. Ma lui non molla e …sbranerà, con che cosa non si sa, chi lo contrasta!
Grillo è un parvenu della politica, la scuola teatrale gli ha insegnato ad usare la voce e le espressioni del volto. Ha trovato un ispiratore e, forse, gost writer, Renato Casaleggio, ascetico informatico …che si fa anche gli affari suoi. Volendo fare un complimento, assolutamente immeritato, al Beppe urlante di potrebbe paragonarlo a Tito Livio Cianchettini, terribile fustigatore di costumi inventore intorno al 1850 del foglio umoristico IL TRAVASO ed autore dello slogan “Accidenti ai capezzatori” …che non erano i bisnonni di Capezzone. Grillo potrebbe essere anche un emulo di Masaniello o di Cola di Rienzo, ma non glielo auguro ….vista la fine che fecero.
Monti è un illustre professore e, come direbbe una mia nipotina, un po sfortunatello. Era commissario europeo con buone speranze di far carriera, ma dovette rinunciare perché un altro professore italiano fece una carriera più veloce e lo bruciò. Poi, anni dopo, fu chiamato a salvare l’Italia e, per aprirgli un futuro anche da Presidente, fu nominato Senatore a Vita. Ma, spinto da eccessiva voglia di vincere, ha creduto di poter stravincere riportando a galla una antica Balena Bianca piena di antichi emuli di quadri-penta-esapartiti incapaci di galleggiare ….e molti sono affondati.
E poi…..altri personaggi che pensavano di essere portatori di alti messaggi di poco risultato.
Infine il sommo capo, il Presidente Napolitano, che proprio alla fine di un mandato nel quale ha espresso tutta la sua saggezza, si è trovato coinvolto in una bagarre istituzionale. Chiedo scusa al Presidente, ma credo che stia soltanto tentando di barcamenarsi per ….affidare al successore la patata bollente.
Queste sono le riflessioni impertinenti che mi sono venute in mente stanotte, ma forse avevo mangiato qualcosa di indigesto.
Ed ora che succede.
Sinceramente vorrei poter dormire un mese di seguito ed al risveglio vedere cosa è successo.
Seriamente ho sempre pensato che fare il politico, cioè essere l’amministratore della politica, fosse un compito difficile, rischioso e pieno di tentazioni, con la possibilità di fare sbagli, ma vedo che era una convinzione sbagliata: è sufficiente essere brutti, sporchi e ricchi, inventare belle frasi ad effetto con la faccia seria, urlare e sbraitare banalità a getto continuo, essere professorali indipendentemente dai risultati aspettando una investitura dal Colle ed infine, come una celebre canzone di De Andrè, “ dispensare buoni consigli quando non si ha più la possibilità di dare cattivi esempi”-
O no????????