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mercoledì 25 aprile 2012

Innovazione, Democrazia, Partecipazione, Comunicazione.



L’organizzazione democratica di uno stato moderno - inteso come popolo, istituzioni, politica e regole – è stata da qualche decennio ben definita e, se non totalmente, in larga parte del mondo accettata, anche se con qualche limite.

L’organizzazione democratica, in grande sintesi, possiamo descriverla come un ben oliato meccanismo nel quale le esigenze di tutti, ma anche di gruppi di molti, sono rifinite e messe a fattor comune da un gruppo ristretto di persone cui è stata affidata la delega temporanea di definire le regole sulla base delle necessità di tutti.
Quali sono dunque gli attori del processo democratico? Il popolo, cioè tutti noi, che ha necessità e desideri ed i delegati che li rendono operativi. Il tramite tra popolo e delegati sono gli strumenti di partecipazione e comunicazione.
Come entra l’innovazione in questo processo? E’ ovvio riconoscere che quanto più gli strumenti di comunicazione evolgono, tanto più la partecipazione può essere vasta e quindi tanto meglio la comunicazione avviene ed il processo è rapido, informato e meglio rispondente alle necessità.
“Democrazia è partecipazione” cantava Gaber, ma se la partecipazione si presenta come un vocio confuso di tanti partecipanti, si sentono solo le voci di chi urla più forte …e non sono sempre i migliori.
Come i nuovi strumenti di comunicazione possono innovare il processo di partecipazione? Internet e la Rete hanno reso possibili comunicazioni rapide e facili. Ma per quanto lo strumento sia facile, occorre minimamente conoscerlo e ….molti dei primi a conoscerlo sono “quelli che urlano più forte!”
Come può innescarsi il ciclo virtuoso della democrazia, partecipazione, comunicazione? Facendo in modo che degli strumenti di comunicazione siano in grado di usarli la maggior parte dei cittadini e non di un gruppo parziale le cui caratteristiche medie si differenziano molto da quelle della media dei cittadini: età, cultura, interessi, indirizzi mentali.
Il passaggio forte e realmente innovativo dell’evoluzione democratica nel tempo della rete e di internet è quello che vuole adeguare alle conoscenze della rete quel oltre 40% degli Italiani che non la usa soprattutto non la conosce e quei molti di più che la ritengono luogo di perdizione popolato da disonesti e pornografi o, nel migliore dei casi di ragazzetti che ciattano.
Chi è in grado di farlo, e sicuramente lo è chi sta leggendo questa nota, si impegni per far partire e viaggiare veloce questa innovazione partecipativa che facilita la comunicazione e quindi la partecipazione e, in conclusione, la democrazia.