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domenica 24 giugno 2012

Piccolo è bello ….ma non sposta il PIL.: Riflessioni ignoranti di un manovale dei numeri.


Negli ultimi tempi ho avuto due piacevoli discussioni con amici che sostenevano, l’uno, che “piccolo è bello” e , l’altro,  che tante piccole imprese possono aiutare a risolvere i problemi economici dell’Italia che ha sempre avuto una vocazione artigianale raffinata.

Premetto che posso essere d’accordo che “piccolo” molte volte è bello e che la vocazione artigianale dell’Italia sia un valore aggiunto, ma, da questo a dire che tante piccole imprese saranno la soluzione vincente per l’Italia, la strada è piena di tanti piccoli numeri che non ci fanno arrivare al traguardo.
In una recente occasione d’incontro ho conosciuto due piccole start-up giovanili basate su spunti molto interessanti. Onore al merito di chi le aveva “inventate”: sono esempi sicuramente da seguire, ma non sono queste le soluzioni che cambiano l’economia italiana.
Solo per amore di contraddittorio e di numeri vorrei provare a fare un piccolo calcolo.
Se in Italia esistessero 1.000.000 di start-up con attività simile a quella di costruzione di borse artigianali, i numeri che possono generale sono i seguenti:
Ipotesi: una produzione annua di 200 borse vendibili a 100€ ed il cui costo per materia prima ed accessori per la vendita di 50€.
Dimensioni dell’ipotesi:
Valore totale delle imprese: 20 miliardi di euro.
Guadagno netto di ciascun imprenditore 10.000€ mensili
Percentuale di tutta l’operazione. Circa 1,1% del valore del PIL , non dia aummento del PIL..
Conclusione:
Anche ammesso che 1 milione  di piccoli imprenditori si inventino un milione di piccole attività (numero enorme ed irraggiungibile) i risultati sia a livello personale -800€ mensili – sia a livello nazionale sono assolutamente poco sensibili.

E’ sicuramente poetico e romantico affermare che “piccolo è bello”, ma in economia non basta innamorarsi delle idee quando i numeri non consolidano quelle idee.