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lunedì 16 luglio 2012

Smart Cities: Vision, Strumenti e ….riflessioni ignoranti.


Qualche considerazione a margine di un evento
organizzato oggi, 16 luglio, da BAIA alla Sala delle Colonne della Camera dei Deputati.
Il convegno si è articolato in un momento di analisi delle caratteristiche e necessità reali delle Smart Cities ed in una seconda parte dedicata a grandi aziende specialistiche che hanno fornito la loro visione del fenomeno e la loro offerta industriale.
Nel primo intervento il prof. Calderini, in rappresentanza del Governo, ha presentato le misure per favorire il “processo di innovazione e digitalizzazione di città, province, regioni ed imprese, indirizzando gli investimenti pubblici locali e centrali e risorse private verso i nuovi bisogni dei cittadini”. Tutto ciò sarà contenuto nella sezione Smart Cities del nuovo decreto cosiddetto DIGITALIA.
Il Prof. Miccù, della Sapienza di Roma, ha illustrato la necessità e le caratteristiche del modello di governance  per le  Smart Cities quali agglomerati sociali evoluti basati sulle nuove tecnologie.
IlProf. Alberto Sangiovanni-Vincentelli, della University of California, ha dato una visione più globalizzata delle Smart Cities quali componenti di uno Smarter Planet nel quale l’informatica, potendo contare su comunicazioni e collegamenti senza limiti, fornisce strumenti di interrelazione pressoché universali per il genere umano che è così in grado di meglio sfruttare le risorse ed i servizi che ha a disposizione. Questa gran messe di servizi utili potrà far nascere problemi di sicurezza dei quali sarà necessario tener conto nella costruzione dello Smarter Planet.
Il prof. Medaglia, della Sapienza di Roma, ha dato una visione in chiave più italiana del progetto di Smart Cities che deve tener conto delle specificità delle nostre città spesso di dimensioni ridotte e, anche per le più grandi, costruite intorno a centri storici che devono essere spesso considerati patrimoni dell’Umanità. Sicuramente dall’integrazione positiva di queste specificità e delle capacità manifatturiere delle nostre imprese, potrà nascere la via italiana verso le Smart Cities.
Nella seconda parte della mattinata si sono succeduti gli interventi delle imprese. Telecom, Cisco, ENEL, Carrick-Bend, Thales Italia e Selex Elsag hanno presentato le loro soluzioni che, senza ombra di dubbio, possono facilitare e supportare il percorso per rendere sempre più intelligenti le nostre città.
La prima conclusione che si può fare è che ci sono tutti gli strumenti e “regole del gioco” per ricostruire in modo SMART le nostre CITIES.
Ci sono alcuni problemi di tipo economico-finanziario da superare ed anche se non siamo in un momento molto propizio, ci sono abbastanza risorse che possono essere usate per aiutare il processo.
I cittadini, soprattutto la componente più giovane della cittadinanza, è aperta alle nuove soluzioni.
La politica, a tutti i livelli, sembra favorevole ad una rapida evoluzione delle organizzazioni pubbliche.
Ma nonostante tutti questi fattori positivi il cambiamento stenta a procedere. A parole si pubblicizzano tutti i processi di openess, e.gov, e.health, e.procurement, e.commerce, etc. etc., ma al momento di applicarli, tutto rallenta.
La mia interpretazione è che, soprattutto in ambito pubblico, tutti i livelli medio alti, cioè quelli che devono decidere come e cosa cambiare, non vogliono assumersi il rischio di cambiare, non vogliono assumersi la responsabilità di cambiare: è molto più comodo e sicuro rimanere al riparo di vecchi schemi burocratici consolidati. Per tutte queste persone SMART è l’acronimo di Soltanto Mantenere Antiche Regole Tradizionali.