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martedì 5 febbraio 2013

Rete, privacy…… pensieri ignoranti.

Ieri, agli Stati Generali per l’Innovazione, ho ascoltato molti interventi nei quali è risuonata sempre la parola INNOVAZIONE, ma questo mantra non era sempre accompagnato da reali pensieri innovativi.
Molto spesso ho ascoltato la ripetizione di lamenti e la proposizione di complessi concetti filosofici, ma, insieme a questo, anche idee e proposte: la somma è positiva perché parlare e ragionare aumenta la conoscenza; il silenzio è invece la tomba di tutto.
Un tema che spesso ricorre quando si parla di Rete è la libertà di INTERNET e si passa spesso dalla libertà assoluta al controllo stretto di questo “malefico Grande Fratello”.
Il tema della libertà ha infiammato animi e pensieri di grandi e piccoli uomini e donne e, credo, non si arriverà mai al traguardo teorico “la mia libertà finisce dove inizia la tua libertà” perché ci sarà sempre qualcuno che pensa di difendere i deboli decidendo, secondo la sua libertà, per loro.
La Rete ed il WEB sono i moderni agoni dove il tema della libertà può essere esercitato, arrogantemente preteso, civilmente discusso e del quale, talvolta, qualcuno ritiene di essere il difensore unico massimo.
Quando poi libertà e privacy si sommano, o meglio, si scontrano, il terreno si fa bollente e scivoloso.
E’ giusto che chi meglio conosce un problema se ne faccia interprete e chiarisca, secondo il suo pensiero, tutti gli aspetti che ritiene dubbi.
Non è giusto che in nome di una malintesa libertà, qualificare le idee di chi pensa di conoscere un problema come antiquate ed oscurantiste.
La libertà e l’educazione individuale deve essere la misura che discrimina tra la concezione della rete come oscuro antro di pedofili in agguato, di furbi borseggiatori e di inutili chiacchieroni  e l’idea che in rete deve essere possibile tutto.
Un nostro saggio bisnonno non saprebbe traversare illeso una strada cittadina come oggi sono capaci di fare bimbetti di 8 anni che, da quando hanno fatto i primi passi, hanno appreso che si deve controllare il traffico prima di traversare.
La paura del Grande Fratello Cattivo, la voglia di proteggerci dall’alto, l’idea che esistono pochi saggi, il cui compito è costruire corazze senza occhi e senza orecchie, è il più grosso danno che l’umanità si sia autoinflitto.
Il concetto che la Storia è maestra di vita e che l’esperienza ci protegge sono i veri scudi della libertà e compito dei maestri è insegnare queste cose …..poi ci sarà chi sbaglia di più e chi di meno, ma Dio ci guardi da chi non sbaglia mai ….o almeno lo pensa.
Buona LIBERTA’ a tutti.