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venerdì 26 luglio 2013

CON GALILEO NAVIGAZIONE SATELLITARE EUROPEA

In una nota precedente abbiamo parlato di Navigazione Satellitare ed ho tentato una spiegazione semplificata di come sono effettuati i calcoli per geolocalizzare qualcosa, cioè per trovare la sua posizione sulla Terra.
Genericamente ci si riferisce al sistema GPS (Global Positioning System – Sistema di Posizionamento Globale) in modo generico, ma per dare dei giusti riconoscimenti è il momento di entrare un po’ più in dettaglio.

Il primo GPS, cioè il titolare iniziale del nome, è il sistema di satelliti USA pensati e messi in orbita col nome NAVSTAR a partire dal 1978, inizialmente come strumento militare al tempo della cosiddetta “guerra fredda” e dal 1993 disponibile per usi civili. Al GPS si contrapponeva allora il sistema Sovietico GLONASS di caratteristiche simili. Proprio per il fatto di essere “militari” questi due sistemi tecnicamente sicuri non offrivano la garanzia di un servizio continuo e, anche se solo teoricamente, potrebbero essere spenti per problemi, che speriamo lontanissimi, di carattere strategico militare.
Nel 2003 la ESA (European Spatial Agency –Agenzia Spaziale Europea) ritenne fosse  giusto per l’Europa avere una rete civile di Satelliti per il posizionamento e la navigazione terrestre. Si decise di far partire il progetto GALILEO cui partecipavano Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna e nel 2005 è stato messo in orbita il primo satellite Europeo. Nel 2014, con 5 satelliti in orbita, è previsto l’inizio della fornitura dei primi servizi e la piena e completa operatività è prevista per 2020.
GALILEO, potendo contare sulle precedenti esperienze di NAVSTAR e GLONASS, è previsto che abbia prestazioni superiori soprattutto nelle regioni più a nord.
La precisione delle informazioni fornite è continuamente monitorata da due stazioni a terra, la prima in Italia nel Fucino (Lazio) e la seconda in Germania. Ad ogni orbita le stazioni a terra controllano la precisione dell’orologio atomico e se serve “aggiustano l’orario” al miliardesimo di secondo e questo garantisce un errore sulla posizione di solo 30 cm.
Le caratteristiche tecniche di un satellite Galileo sono: peso circa 700 kg, dimensioni di circa 3mx1,5m e larghezza con i pannelli solari aperti di circa 15 m.
Sicuramente il costo di tutta l’operazione non è piccolo, ma è giusto considerare il fatto che le esperienze relative a materiali e strumentazione sviluppate per la realizzazione di questa impresa sono poi trasferibili a molti altri settori tecnologici. Inoltre attorno a questo nuovo “strumento informativo” potranno nascere moltissime applicazioni svolte da imprenditori europei e questo sarà fonte di guadagni e sviluppo.
Infine una considerazione che spesso viene fatta di questi tempi: era giusto impegnare tante risorse per Galileo in un momento di grave crisi economica. Sul tema è giusto dire che molti sono stati e sono gli oppositori, ma, vorrei ricordare, che se non spendiamo qualche risorsa per prepararci al domani, prima o poi ci saremo mangiati tutto il capitale e …. la dispensa nessuno la riempie per noi.
Dettagliate informazioni su Galileo sono disponibili in: