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giovedì 26 settembre 2013

Il maialino di S. Antonio abate di Teresa Galletti Ranaglia

Il fatto di cui vi voglio parlare è accaduto qualche tempo fa nella Collegiata di Trevi nel Lazio. Una bella chiesa della prima metà del Seicento ornata da tradizionali quadri a soggetto sacro, arricchita da un bellissimo organo e completata da due statue di santi dai volti molto espressivi: quasi ascetico quello di S. Antonio Abate con il suo maialino ai piedi, più deciso e vitale quello di S. Pio.

Durante il giorno la chiesa rimane aperta e come tutte le chiese ha la messa mattutina e quella serale, il rosario pomeridiano in onore della Madonna e tutte le cerimonie tipiche della liturgia cattolica.
I fedeli sono orgogliosi della loro chiesa, ma non sanno che appena si fa buio e le porte della chiesa si chiudono, strane cose iniziano.
Il maialino di S. Antonio Abate si anima, scende con un balzo dal basamento e comincia a grugnire per la fame; corre tra i banchi, salta senza rispetto sugli altari, cerca di aprire la grande porta con le zampe e con il muso per uscire a cercare un po' di cibo. S. Pio, che non è molto paziente, vorrebbe pregare con un po' di tranquillità e discute con S. Antonio che non pensa di aiutare il maialino a trovare un po' di cibo.
“Basterebbe” dice S. Pio ”un piccolo miracolo e tutto si sistemerebbe, il maialino con un po' di cibo diventerebbe più calmo e si potrebbe pregare in santa pace”.
“Non si può farlo mangiare” risponde S. Antonio esponendo le sue ragioni “perché dopo sporca la chiesa, quindi è meglio sopportare perché poi alle prime luci dell'alba il maialino deve riprendere il suo posto.”.
Molto spesso i due santi scendono dal loro piedistallo per distrarlo ed accarezzarlo, il maialino s'acquieta per un po', e subito dopo ricomincia peggio di prima.
Molte volte S. Pio si confida con i santi dell'altare vicino e si sfoga dicendo che forse S. Antonio non ha tutti i torti, ma la storia non può continuare cosi in eterno. La conclusione di S. Pio è sempre la stessa “Da quando era stato messo in quella chiesa  erano passati dieci anni e la cosa non cambiava mai, tutte le notti la stessa solfa”.
Una notte S. Pio si decise, s'avvicinò all'altare del Sacramento e chiese a Gesù il permesso di fare qualche cosa di straordinario, Gesù sorrise e gli fece capire che a lui tutta  quella confusione nella chiesa non lo disturbava più delle litanie delle vecchiette del paese......
S. Pio fu un po' deluso dell'atteggiamento di Gesù  e per qualche giorno se ne stette quieto pentito della sua impazienza, anzi moltiplicò i suoi sforzi per pregare senza dare peso ai continui grugniti del maialino. In fondo la povera bestia aveva ragione, anni ed anni senza mangiare…un altro maialino sarebbe già morto, ma a lui toccava di sopravvivere in quel tormento.
Una notte S. Antonio, vedendo S. Pio così calmo, pensò che stesse tramando qualcosa di terribile. Gli venne in mente che forse S. Pio avrebbe desiderato di mangiare il suo maialino arrostito in porchetta. Cominciò quindi a stare molto attento per salvare il suo animale da un destino così triste. Appena S. Pio cercava di prendere il maialino in braccio per acquietarlo con le buone maniere, S. Antonio accorreva con premura gli toglieva il maialino dalle braccia con la scusa di non farlo stancare.
La situazione cominciò a preoccupare gli altri santi presenti nella Chiesa perché non si riusciva a dormire ne di notte ne di giorno.
La Vergine Maria, allarmata, scese dal suo altare ed andò presso Gesù e chiese timidamente  “figlio si può fare qualcosa?” Gesù rimase in silenzio, ma il giorno dopo e da quel giorno tutti i giorni, una vecchietta lasciava presso l'altare della Madonna un pane di segala come offerta, poi si faceva il segno della croce ed usciva. Maria s'avvide subito che la situazione aveva avuto una giusta soluzione. Purtroppo non era così.
Il parroco, il mattino dopo, vide che un cane era entrato nella chiesa ed aveva sporcato e questo fatto lo fece andare su tutte le furie.
Se la prese con il sacrestano e lo rimproverò aspramente!  Il pover'uomo era disperato! Il parroco, vedendo che questo fatto si ripeteva tutti i giorni successivi, finì per colpire il povero sacrestano che tornava a casa tutte le sere con qualche bernoccolo sulla testa.
Una notte Maria tornò da Gesù e gli disse di intervenire a favore del povero sacrestano. Gesù rimase in silenzio ma fece capire che il miracolo era fatto e non si poteva tornare indietro; infine i santi ed il maialino erano contenti, gli uni potevano pregare e l'altro trovava il suo cibo.
S. Pio, però, si rese conto che in fondo era colpa sua se il sacrestano veniva malmenato così ingiustamente e decise di trovare una soluzione. Prese il cordone del suo saio lo trasformò in un guinzaglio e aspettò la notte. Attese che il maialino avesse mangiato, poi delicatamente gli mise il guinzaglio e zitto zitto uscì dalla chiesa mentre S. Antonio per collaborare si avvicinava alla porta aspettando il loro ritorno.

Così ogni notte per pochi minuti i due santi sono occupati a fare quello che ogni cristiano deve fare per il proprio cane ....piove.o fiocca. I due santi,  che amano gli animali e gli uomini, si alternano nelle uscite e Gesù dall'altare sorride divertito benedicendo in cuor suo i due santi, ma forse, non possiamo saperlo, cominciò a ritenere necessario un suo intervento: certamente il sacrestano fu salvo, ma bisognava evitare che ed il parroco si convincesse che le maniere forti sono sempre le più efficaci.