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mercoledì 25 ottobre 2017

al teatro Quirino “MEDEA” di Euripide e Luca Ronconi con Franco Branciaroli.

di Attilio A. Romita                                                               24 ottobre 2017

La tragedia di Euripide è la descrizione dettagliata del percorso di Medea da moglie fedele di Giasone, al quale presta tutte le sue arti magiche per la conquista del Vello d’Oro, a terribile nemica che vuole punire il suo amore tradito.
 “di Euripide e Luca Ronconi” mi sembra il giusto titolo per lo spettacolo andato in scena ieri al Teatro Quirino e che riprende la originale  rappresentazione originale del 1996 curata da Luca Ronconi ed interpretata anche allora da Franco Branciaroli.
Luca Ronconi sin dal suo primo capolavoro, l'Orlando furioso di Ariosto nel 1969, ci ha abituato a soluzioni sceniche completamente nuove e questa Medea interpretata da un uomo ne è ulteriore prova. Faccio notare un attore per la parte femminile è una precisa scelta registica e non una preziosità filologica visto che ai tempi di Euripide non c’erano attrici donne.
“Medea – leggiamo nelle note di regia di Ronconi – è una 'minaccia' che incombe imminente anche sul pubblico. …… può anche essere interpretata da un uomo. La sua non è una tragedia della femminilità, ma della diversità.”
E aggiunge Branciaroli: “Io non interpreto una donna, sono nei panni di un uomo che recita una parte femminile, è molto diverso. Medea è un mito e rappresenta la ferocia della forza distruttrice. Lei è una smisurata, dotata di un potere sinistro che usa la femminilità come maschera, per commettere una serie mostruosa di delitti: non è un caso che la prima a cadere sia una donna, la regina, la nuova sposa di Giasone”.
Questa doppia personalità è ben chiara al pubblico che nota gli aspetti “femminili” quando Medea si rivolge al coro che la vede donna, mentre mostra al pubblico il suo vero animo di persona tradita che si vuole vendicare nel modo più tragico e che, come madre, non potrebbe mai fare.
La scena molto scarna e gli abiti - moderni, ma senza tempo – sono funzionali alla rappresentazione che ha come centro gli aspetti psicologici della protagonista quando ragiona come madre e del protagonista quando ragiona come uomo furente per il tradimento.
Franco Branciaroli, che già aveva interpretato Medea nella messa in scena originale di Luca Ronconi ora ripresa da Daniele Salvo, è l’asse portante dello spettacolo.
Alfonso Veneroso è Giasone, Antonio Zanoletti è Creonte, Tommaso Cardarelli interpreta il Pedagogo ed il Nunzio), Elena Polic Greco è la Nutrice e Livio Remuzzi è Egeo.
Francesca Mària, Serena Mattace Raso, Odette Piscitelli, Alessandra Salamida, Elisabetta Scarano, e Arianna di Stefano sono il Coro delle donne di Corinto.
Ed è giusto citare Raffaele Bisegna e Matteo Bisegna i figli di Medea.
Hanno collaborato per le scene Francesco Calcagnini riprese da Antonella Conte e i costumi di Jaques Reynaud ripresi da Gianluca Sbicca.
La traduzione del testo di Euripide è di Umberto Albini.
Tanti applausi a fine spettacolo da parte di un pubblico attento che, per la maggior parte, ha avuto l’occasione di vedere l’opera di un maestro del teatro messa in scena …in differita.