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lunedì 27 maggio 2013

Le teorie e la pratica dell’Economia: pensieri e cambiamenti

Dialoghi del Pianerottolo tra Giorgio Zoli ed Attilio A. Romita.

La storia economica degli ultimi trecento anni è stata caratterizzata dallo sviluppo di molteplici teorie economiche che di volta in volta hanno guidato o condizionato lo sviluppo di quasi tutte le comunità umane che in modo sintetico definiamo come Società.
Intento di questo nuovo colloquio del Pianerottolo con il mio amico Giorgio Zoli è di tentare una descrizione delle caratteristiche delle varie teorie che si sono succedute o che, in certi periodi, hanno convissuto in aree diverse del nostro mappamondo.
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GZ       Certamente. Un elenco molto sommario delle scuole di pensiero che si sono succedute o che hanno coabitato nel tempo comprende:    
-Mercantilismo, Aritmetici politici e Fisiocrati;       
-La scuola Classica Inglese ed i Classici Francesi;
-I critici della Scuola Classica – Sismondi   
-I Socialisti Utopisti   
-Il Marxismo ed il Socialismo Scientifico    
-Il Nazionalismo Economico  
-L’Utilitarismo – Maffeo Pantaleoni  
-La Scuola Marginalistica econometrica     
-L’Equilibrio Economico – Pareto     
-Il Liberismo e gli Epigoni della Scuola Classica     
-La Nuova Scuola Inglese – Keynes          
-Il Socialismo Reale ed il Collettivismo       
-La critica dell’individualismo e del Laissez-Faire  dell’automatismo del mercato         
-La scuola di Cicago  
-Il Liberalismo estremo ed il monetarismo – Milton Friedman.    

Non tutte queste scuole hanno avuto la stessa importanza e la stessa durata, ma sicuramente hanno avuto influenze reciproche nello sviluppo e nei cambiamenti dell’economia mondiale.

GZ       La Microeconomia esamina il comportamento dello homo oeconomicus, cioè esamina l’economia dal punto di vista del singolo individuo che può essere produttore, consumatore, risparmiatore, prestatore d’opera, imprenditore presi singolarmente o in combinazione tra di loro;        
La Macroeconomia esamina invece gli aggregati costituiti dall’insieme dei consumatori, dei produttori riuniti in gruppi merceologicamente simili, dei grandi gruppi finanziari. Importanti analisi macroeconomiche riguardano i flussi finanziari ed i movimenti  bancari, le domande e le offerte, che interessano il mercato nel suo insieme, le produzioni di massa, la rete dei trasporti, la circolazione monetaria, le analisi e le correlazioni statistiche ed i mutamenti tecnologici.

GZ     Effettivamente oggi, nonostante infiniti studi e premi Nobel, non esiste una teoria globale, ma solo movimenti di azione e reazione che di volta in volta modificano qualche indirizzo economico per evitare eccessive e pericolose deviazioni. I principali obbiettivi economici sono risanamento, crescita, occupazione, stabilità monetaria ed in questa direzione sono i provvedimenti presi soprattutto da Banche Centrali ed Organismi Internazionali. Le principali nazioni cercano di darsi regole comuni per la gestione delle società per evitare che squilibri locali abbiano un effetto domino. I vari enti economici internazionale come il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale (BM), Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO – World Trade Organization) insieme alla ONU ed ai vari G8 e G20 tentano di leggere le situazioni internazionali e di indicare provvedimenti che possono evitare fasi critiche.
Oggi soltanto punti di vista ed azioni condivise possono rendere migliore il nostro mondo nella sua totalità e possono in qualche modo fare azioni di prevenzione contro crisi che potrebbero avere effetti anche bellici dirompenti.

AR       MI sembra di capire che la situazione mondiale è comunque conseguenza dell’andamento economico complessivo. Speriamo che questo equilibrio anche abbastanza precario resti valido per molto tempo potendo contare sulla cooperazione e sulle scelte positive di tutti noi donne e uomini che possiamo, per adesso, contare solo sul nostro pianeta Terra evitando di continuare