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sabato 16 novembre 2013

Prospettiva NEVSKY: un simbolo della letteratura russa in un colloquio sul pianerottolo

Con questo nuovo colloquio riprendiamo una abitudine interrotta. Questa volta si parla di una particolare letteratura e dei suoi collegamenti geografici. Scambiando impressioni ed idee sul pianerottolo, ho scoperto la passione del mio amico Giorgio Zoli per la Letteratura Russa e da questo è scaturito una piacevole ed istruttiva ricostruzione ed analisi della grande letteratura nei confronti della strada simbolo di una delle più rappresentative città russe: la Prospettiva Nevskji. La prima parte del colloquio tratta principalmente degli aspetti letterari, la seconda sarà più diretta agli aspetti storici.

    AAR Mi sembra di capire che il mondo letterario russo ti abbia interessato da  sempre?

    GZ  Ho sempre provato una immensa ammirazione per la letteratura russa, soprattutto per i grandi romanzieri e prosatori, sia di racconti che di teatro. A tutt’oggi, sin dalla mia adolescenza considero quegli scrittori, indipendentemente dalla loro epoca specifica, geniale ed originali ad un livello superiore, soprattutto rispetto a tutti gli altri autori europei che conosco. 

Certamente il mio giudizio potrebbe apparire non imparziale, non equilibrato e direttamente influenzato da una mia sensibilità ed interesse verso quella realtà e dal modo come essa viene rappresentata.
AAR Ma quali sono gli aspetti che ti hanno più entusiasmato?
GZ   Quei personaggi sono così diversi da quelli raccontati nei romanzi borghesi o realistici dell’Ottocento; personaggi estrosi, ma profondamente umani, descritti minuziosamente con accurata introspezione nei loro gesti e manie, nelle loro azioni comuni o imprevedibili che si svolgono nella immensa terra russa dal Mar Nero all’Oceano Pacifico, dal Caucaso al Mar di Barents.
AAR  Ma è giusto parlare della Letteratura di un Paese leggendola nelle traduzioni?
GZ   Senza dubbio qualcosa di vero c’è in questa riflessione, soprattutto quando si tratta di una lingua complessa come il russo difficile anche semplicemente da leggere.
AAR C’è qualche simbolo, architettonico o storico, che può essere considerato rappresentativo della letteratura russa?
GZ   Nell’ambito della grandiosa cornice artistica russa, sia letteratura che musica, spicca un luogo simbolo della Russia moderna: la città di San Pietroburgo ed in essa la strada più lunga ed importante, Nevsky Prospect, quasi 5 km dal Palazzo dell’Ammiragliato alla piazza Alexander Nevsky.
AAR  Proviamo a fare una passeggiata sulla Prospettiva insieme agli autori russi che tanto ti piacciono.

GZ   Il primo autore che incontriamo e che inizia a crearne il mito è Nikolay Vasilievic GOGOL, che nasce dopo il grande A. Puskin agli inizi del XIX secolo, giusto un centinaio di anni dall’inizio della costruzione della nuova capitale dell’impero zarista, su decisione dello Zar Pietro il Grande, a sua vlta successore ed eredi di Boris Goudonov e di Ivan il Terribile.

Gogol descrive la Prospettiva in tutti i suoi momenti, i suoi aspetti ed in tutti i personaggi che la frequentano alle varie ore del giorno e della notte: Prospettiva Neevsky, Il Naso ed Il Cappotto sono reali foto ed alta letteratura assieme.
AAR  Questi garndi racconti hanno anche avuto successo cinematografico?
GZ   Il Cappotto ha ispirato Lattuada che, con la collaborazione di Zavattini, ha realizzato il film omonimo a Pavia che da soltanto una pallida e riduttiva visione della sontuosa ex capitale che si affaccia sul Golfo di Finlandia.
AAR  Dopo Gogol quale altro grande astro letterario si affaccia sulla Prospettiva?
GZ   Vediamo arrivare il romanziere-filosofo, maestro del realismo russo Fedor Michailovic Dostoevskij con le tenebrose ed intricate vicende sviluppate nelle sue opere. Romanzi, memorie e saggi sono densi di intrecci psicologici e considerazioni di filosofia morale. Il tutto ambientato nella città simbolo dell’immensa Russia affollata di disperati, assassini, delinquenti e terroristi che apesso si incamminano lungo la tremenda strada che conduce alle colonie penali siberiane.
AAR  E c’è qualche personaggio emblematico di questo mondo di disadattati?
GZ    Raskolnikov di “Delitto e Castigo” che vive in una San Pietroburgo descritta come cupo luogo di abominio dove si svolge un continuo contrasto sotterraneo tra il bene ed il male sino ad arrivare alla catarsi attraverso l’espiazione.
AAR  Ma Dostoevskij scrisse sicuramente altre opere?
GZ   La sua produzione è stata vasta e complessa e queste poche righe possono dare solo una pallida idea delle opere e delle idee di questo maestro che è anche stato oggetto di tesi universitarie.
AAR  Ma ci sono sicuramente altri che parlano di Leningrado, sede della Rivoluzione d’Ottobre?
GZ   Molti altri hanno parlato della ex capitale della Russia, ma mi piace citare Lev Troskskji e la sua “Storia della Rivoluzione Russa” ed unimprevedibile, un po pazzoide giornalista americano John Reed che visse a Leningrado nei giorni cruciale e del quale resta la famosa frase: “Ten days that shock the world”.
AAR Tornando ai grandi della letteratura russa ci sono altre impressioni o ricordi interessanti?
GZ   Gogol mi sembra possa essere il primo scrittore russo fortemente legato a San Pietroburgo, ma non indulge a trionfalismi di alcun genere e presenta la città con marcata arguzia e racconta la pochezza e la meschinità dei suoi abitanti che percorrono, giorno e notte, le sue strade come sfaccendati attori dilettanti su un permanente e troppo sontuoso palcoscenico.
AAR E cosa ne pensa di Pietroburgo l’altro grande scrittore, Dostoevskij?
GZ   Dostoevskij scrive storie drammatiche e tenebrose e ci fa immaginare San Pietroburgo come una città tetra, stretta nella morsa dei ghiacci, immersa nel grigiore di una nebbia sudicia dove abbondano alcolizzati ed albergano passioni malsane ed azioni delittuose.
AAR Ma Leningrado ha anche interessato scrittori italiani?
GZ   Mi viene in mente Italo Calvino che, in “Se una notte d’inverno un viaggiatore…”, presenta la Prospettiva Nievskji come una strada spaziosa, quasi interminabile, semplificata e ben illuminata dove il passante può fare piacevoli incontri come la allegra ed estroversa Franziska, una giovane con la quale si fa amicizia rapidamente. Con la ragazza si può immaginare di passeggiare su i marciapiedi ghiacciati o su un ponte monumentale che scavalca la Neva, anche se le sensazioni sono molto diverse da quelle che si provano su un LungoSenna o su un Ponte di Parigi. Franziska, racconta Calvino, potrebbe chiedermi perché mi incontra spesso a bighellonare sulla Prospettiva, a scrutare i passanti ed anche insistere a voler entrare in un Caffè ornato di specchi dove una orchestrina suona antichi waltzer, ma io non sarei neppure in grado di invitarla a ballare.
AAR  Ci sono altri riferimenti letterari che meglio ci facciano capire queste qualità quasi mitiche della Prospettiva Nevskji  e della città di San Pietroburgo?

GZ  Il dissidente Josif Brodskji narra della sua città in “Fuga da Bisanzio”, la metropoli ove trascorse infanzia ed adolescenza prima di essere condannato ed esiliato. Della città che aveva cambiato nome tre volte, Brodskji ne parla con intenza sobrietà e commovente nostalgia senza la lagnosità di un Ovidio che, cacciato da Roma, è costretto a vivere in una cittaducola di confine sul Mar Nero.