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domenica 24 novembre 2013

Prospettiva NEVSKY: un simbolo della storia russa in un colloquio tra ottuagenari.


Da San Pietroburgo a Leningrado a San Pietroburgo una città con mille ricordi letterari ed anche un punto fermo nella Storia della Russia di tutti i tempi.


AAR   Ma come i Russi considerano la loro storia?
GZ   Per noi latini e soprattutto italiani Roma, Caput Mundi, non può avere paragoni. Per i russi il centro della ortodossia e della cultura già dal Medio Evo si stava spostando prima verso Bisanzio-Costantinopoli e dopo nella “terza Roma”, prima Kiev e successivamente Mosca, nel cuore della “gran madre russa” vero impero euro-asiatico più esteso del mondo di tutti i tempi.
AAR  L’epopea di Leningrado, il nome che la città aveva assunto durante il periodo “comunista” è uno degli avvenimenti importanti della II Guerra Mondiale?
GZ    Certamente, Leningrado resistette per 17 mesi all’assedio delle truppe tedesche, finchè la controffensiva russa riuscì a rompere l’isolamento della città che aveva ridotto alla fame e alla disperazione la popolazione, la quale continuava a resistere. Gli invasori provenienti da occidente furono respinti così come nel 1242 Alexsander Nevskji sconfisse i Cavalieri Teutonici nella battaglia sui ghiacci presso il delta del fiume Neva liberando il luogo che 460 anni dopo sarebbe diventata la capitale dello zar Pietro.
AAR   Ma cosa ha spinto lo zar Pietro il grande a costruire la Sua città?
GZ   Lo zar Pietro riteneva che non ci fosse altra nazione che poteva competere con la sua Grande Russia. Fu un gran viaggiatore e, nei suoi viaggi in mezza Europa, imparò nuove tecniche in tutti i campi dell’economia e della tecnica. Tornato in Patria esercitò il suo potere supremo e decise, agli inizi del 1700, di costruire una nuova città capitale, San Pietroburgo, più spostata verso occidente, affacciata sul Golfo di Finlandia verso il mar Baltico. Il nome della città diventò più tardi Pietrograd, cioè assuns una denominazione linguisticamente più slava, ma per tutti i suoi abitanti è rimasta solo Petr.
AAR   Esattamente ove è collocata San Pietroburgo?
GZ    Come ho detto sul delta del fiume Neva in un luogo inospitale, al limite della terraferma, tra paludi ghiacciate dove il terreno andava consolidato con enormi cataste di legname tagliato dai boschi circostanti. Lo zar Pietro non risparmiò niente e nessuno, costrinse centinaia di migliaia di persone a lavorare forzatamente nel freddo polare. Nella zona dove si costruiva la nuova città queste persone, provenienti da tutta la Russia, eressaro la nuova capitale vivendo miseramente e morendo di stenti per essere sepolti, ignoti e senza una croce, in fosse comuni da essi stessi scavate.
AAR  Che conseguenze provocò questa coercizione universale ed assoluta esercitata dallo zar Pietro?
GZ     Forse ne sentiamo ancora le conseguenze. Infatti consolidò sicuramente l’unità nazionale, ma diede anche inizio all’autocrazia e al totalitarismo russo che nessun cambiamento di regime forse riuscirà a modificare o eliminare.
AAR   Ma torniamo agli aspetti strutturali ed architettonici.
GZ    La nuova città sorse rapidamente in una ottica molto diversa da tutte le altre città russe, soprattutto in opposizione a Mosca; per decenni, durante il XVIII secolo, vi lavorarono artisti ingegneri ed architetti di tutta l’Europa perché la nuova capitale doveva rappresentare una porta spalancata sull’occidente e doveva dimostrare agli europei la forza di una grande nazione anche per ammonire Vichinghi e Teutoni che i russi non consentivano più le loro marce verso oriente.
AAR Dal punto di vista architettonico quali sono le caratteristiche di San   Pietroburgo?
GZ   Furono costruiti meravigliosi edfici, non solo palazzi e chiese, ma anche complessi architettonici dove il barocco ed il classicismo dominano. Foreste di colonne si levano al cielo e sono schierate lungo le maestose facciate. La Neva, suddivisa in molteplici canali, crea una Nuova Amsterdam delimitata da grandi lastre di granito ed ornata di griglie di ghisa a ricciolo.
AAR  Volendo dare una descrizione concisa di san Pietroburgo ……..
GZ   E’ una città che poggia le sue fondamenta su cataste di legna conficcate nel terreno acquitrinoso e sulle ossa di muratori, tagliapietra e carpentieri che la hanno eretta. Il paesaggio urbano specchia la sua geometria sulle acque della Neva, violente raffiche di vento e pioggia torrenziale flagellano i magnifici lineamenti dei sontuosi palazzi imperiali, della fortezza di Pietro e Paolo, della Cattedrale, del porto rifugio della flotta imperiale, del palazzo d’inverno e del magnifico Hermitage.
AAR  E lo zar Pietro è ancora presente a San Pietroburgo?
GZ   La ex-capitale è dominata dal monumento equestre di Pietro il grande. Il Cavaliere di Bronzo incombe e quasi spaventa, dall’alto di una roccia di granito che fu trasportata dal lontana Carelia, in Finlandia, sino all’attuale locazione. L’implacabile Cavaliere di Bronzo indica, con il braccio alzato, il nord. E’ un gesto ammonitore ai nordeuropei – svedesi, prussiani, polacchi, lituani, ecc- perché rispettino e temano l’impero russo. E’ un ricordo per tutti gli europei che la grande madre Russia è l’erede di Bisanzio, cioè dell’impero romano d’oriente, partecipe a pieno titolo della cultura greca, romana e cristiana e quindi dell’Europa stessa.
AAR Ma un nuovo destino incombe su San Pietroburgo nel 1917…
GZ Si nel 1917 si passa dalla Aquila Imperiale alla Bandiera Rossa e Pietrogrado diventa Leningrado, la sede della rivoluzione proletaria, la culla dei soviet operai e del bolscevismo. Pur con tutti questi titoli perde la funzione di Capitale, ma mantiene fabbriche, officine, cantieri, magazzini ed uffici: Leningrado diventa una città ex.
AAR  E come ce la descrive il dissidente Brodskji?
GZ   Ci racconta che in quella città c’è un altro monumento del tutto peculiare e forse unico al mondo. Nella piazza di fronte alla Stazione Finlandia domina la statua del compagno Lenin (Vladimir Ilich Uljanov) in atto di arringare le masse dei lavoratori. In piedi sul tetto di autoblindo, il braccio alzato e le mani che sembra frughino nell’aria. E’ il simbolo di un’arte nuova e di una nuova società basata su i mezzi meccanici.
AAR Ma recentemente anche Leningrado ha cambiato nome e si è tornati all’antico San Pietroburgo…
GZ  E’ vero, ma quasi non si riesce a distinguere quella raccontata dalla letteratura da quella dove scorre la vita quotidiana.Come dice Dostoievskji, è un destino infelice abitarvi perché è una città astratta e premeditata, dove però qualcosa di essenziale potrebbe cambiare…tutto tranne la meteorologia. Dove quella luce nordica pallida e diffusa aiuta gli occhi e la memoria a guardare e ricordare con insolita acutezza.

AAR  E quale è il periodo dell’anno migliore per vedere San pietroburgo?
GZ   Il periodo magico è quello del solstizio d’estate, quando la luce del cielo dura quasi tutta la notte e gli sguardi degli abitanti vanno ben oltre la propria destinazione e la lunghezza delle strade.
AAR Mi piacerebbe terminare questa passeggiata sulla Prospettiva Nevskji con un pensiero di Brodskji.
GZ  Egli ci dice che dopo l’assedio ed oltre un milione di morti, la Storia si è incaricata di rendere la città più vecchia e le ha riconosciuto una medaglia al merito del passato, oltre, aggiungerei, il merito di riconoscerle l’antico nome. Anche il mito della Prospetttiva Nevskji si è sbiadito entro di me come la luce delle notti bianche che viene meno al cambio di stagione.