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mercoledì 4 aprile 2018

al teatro Quirino “Il piacere dell’onestà” di Luigi Pirandello.


di Attilio A. Romita                                                                    3 aprile 2018

Onestà, dal dizionario Treccani, è decoro, dignità, gentilezza, nobiltà d’animo e modestia, cioè compostezza e riservatezza nel contegno. Tutti questi aggettivi sembrano definire perfettamente Angelo Baldovino cioè il protagonista di “Il piacere dell’onestà” andato ieri in scena al Teatro Quirino. Ma i personaggi di Pirandello sono sempre “Uno, nessuno e centomila”, vanno sempre “ …in cerca d’autore”.
Ed è così Baldovino falso timido e giocatore perdente che si gioca la carta dell’onestà per vincere una nuova partita della sua esistenza. E sembra così immedesimarsi nel personaggio che si è disegnato tanto da sembrare reale e credibile in una situazione al limite del grottesco.
Il rischio di uno scandalo sta per colpire una altolocata famiglia di provincia: la relazione tra la giovane figlia ed un nobile, sposato e separato dalla moglie, produce i suoi effetti naturali, una gravidanza non voluta. Per evitare lo scandalo occorre trovare un marito “credibile” che accetti la situazione. Angelo Baldolvino sembra la soluzione ideale: ha buone maniere, ottima istruzione ed è al limite della povertà per aver perso al gioco tutti i beni di famiglia. Tutto sembra andare per il giusto verso, ma a Baldovino, il perdente di sempre, piace la posizione di onesto salvatore delle apparenze ed inizia a crederci veramente e questo lo pone un gradino più in alto degli altri componenti la famiglia. La situazione sembra precipitare quando il nobile marchese Fabio, supportato da Maddalena la madre della ragazza, tramano un imbroglio per cacciare Baldovino dalla famiglia. Anche questa volta l’abilità di giocatore di Baldovino riesce a scombinare le carte in tavola ed a vincere la partita tra onestà reale e onestà apparente che sono alternativamente caratteristiche di tutti i personaggi della commedia, o forse della tragedia, o forse …chissà.
Geppy Gleijeses è Baldovino, di volta in volta dimesso, caustico, saccente e sapiente parlatore. Vanessa Gravina è Agata, “la colpevole”, che crede veramente nell’onestà di Baldovino e lo rende il “vincitore” della situazione. Tatiana Winteler è Maddalena, la madre di Agata, tutta tesa a difendere la dignità della famiglia anche a costo di qualche sotterfugio. Leandro Amato è il marchese Fabio, il colpevole della situazione che vorrebbe “uscirne pulito”, ma esce sempre sconfitto dal profluvio di parole di Baldovino. Insieme a loro Maximilian Nisi il cugino Maurizio Setti, Giancarlo Condè il Parroco e Brunella De Feudis una cameriera.
La regia è di LILIANA CAVANI.Le scene sono di Leila Fteita, i costumi di Lina Nerli Taviani, le musiche di Teho Teardo, le luci di Gigi Ascione e Marina Bianchi è la assistente alla regia.
Tantissimi applausi a scena aperta e finali con tutti gli spettatori che sono sembrati soddisfatti per questo spettacolo.