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lunedì 30 marzo 2015

Italia Digitale, AGID ed il non-cambiamento ...riflessioni ignoranti.

In questi giorni, fine marzo 2015, l’ultimo Direttore di AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) ha dato le dimissioni dal suo incarico forse perché, ma è una mia impressione, non riusciva a portare avanti tutte le azioni, anche di semplice buonsenso, che potevano aiutare l’Italia a migliorare il suo stato di “comunità digitale”.
La notizia, a caldo, mi ha spinto a scrivere qualche rapido twitter illustrato dalla immagine qui a lato e commentato così: IL Burusaurus Rex ha fatto un’altra vittima!
Una chiaccherata con un mio amico e collega con il quale abbiamo condiviso una lunga esperienza lavorativa mi ha spinto a scrivere questa nota per meglio chiarire alcune mie convinzioni e, fatto più importante, mettere sul tavolo considerazioni, che spero condivisibili ed utili per aprire un percorso reale verso l’innovazione.
Per cominciare cerco di definire il Burusaurus Rex. Nel 2009, in un commento su InnovatoriPA mi inventai il Burusaurus Rex come il il prototipo dell'amministratore pubblico "antiquato" che si ciba di bolli tondi e codicilli ....tanto pantalone paga.
In un mio post Pa e Informatica  ho meglio specificato: “ Qualcuno dirà  che ho in odio i dirigenti della PA ....è vero odio quelli riconoscibili come BURUSAURUS REX che si ciba di codicilli astrusi, ama i bolli tondi e non vuole condividere la responsabilità di cambiamento.
Purtroppo, (ForumPa 2010), “l'onnivoro BURUSAURUS REX fagocita uno dopo l'altro tutti quelli che pensa possano dargli fastidio. Io sono un ottimista, prima o poi troveremo il suo punto debole e ....ne faremo quello che merita Ma anche oggi il Burosaurus Rex ha vinto e l’unica azione che continuerà ad avere valore sarà la non applicazione di qualsiasi spinta innovativa che possa turbare la consuetudine millenaria”.
Spero di esser riuscito a dare una chiara immagine di quello che identifico come il vecchio dittatore della Repubblica Burocratica d’Italia (RBI).
Criticare è facile, identificare il male ha qualche difficoltà, scrivere la cura è sicuramente cosa non facile, applicare la cura se il malato non vuole è impossibile.
Ma nonostante tutto andiamo avanti nella ricerca di una soluzione visto che non c’è niente di più testardo di un informatico …vecchio stampo.
L’esperienza ci dice che il miglior sfruttamento che si può fare di uno strumento informatico è di usarlo per la maggior quantità di dati ed utenti che “hanno le stesse necessità”. Nella RBI abbiamo scoperto che per rispettare le stesse leggi nazionali sono state scritte centinaia di procedure e programmi con le stesse funzioni e, ciascuno, con qualche errore diverso. Allora un benemerito Ministro disse: “Tutti devono riusare le soluzioni esistenti”, qualche ente regionale o amministrazione locale mise a disposizione il proprio software, ….ma nessuno si è fidato del vicino e sono così proliferate soluzioni, centri elaborazione dati e piccoli complessi hardware che hanno dato lavoro a tanti abitanti della RBI.
A questo punto ci troviamo ad un bivio concettuale terribile: unificare i diecimila CED in pochi poli centrali oppure obblighiamo i diecimila CED ad usare lo stesso software per  le stesse funzioni che, visto che la RBI è unica, sono regolate dalle stesse leggi.
Ma in ambedue i casi dovremmo mandare a spasso quasi tutto il personale di quei diecimila CED e della Società di Servizi che le alimentano. E chi si vuole assumere questa responsabilità?
In questa intricata situazione l’unico che si trova bene è il Burusaurus REX, l’infaticabile conservatore dell’immutabilità che si inventa di tutto perché, gattopardescamente “tutto cambi restando immutabilmente lo stesso”.
Dal 1992 ad oggi si sono susseguiti, con vario nome, 5 CAD (codici dell’amministrazione digitale) e, negli stessi anni si sono succedute con vario nome gli enti pubblici che avrebbero dovuto attuare praticamente quei CAD.
Una malintesa indipendenza dal bieco potere centrale ha peggiorato la situazione e, solo recentemente è stata fortunatamente limitata una indipendenza regionale nella scelta di processi e strumenti informativi.
Torniamo quindi all’inizio di questa nota con delle domande: Quale AGID vogliamo perché ci sia una era innovazione? Quali strumenti dobbiamo dare ad AGID perché riesca ad avere il potere reale di imporre le soluzioni? La politica vuole realmente uccidere la vacca grassa informatica che alimenta 10000 entità locali che distribuiscono soldi?
Ed infine la domanda madre di tutte le domande: La politica è in grado di prendere ed applicare delle soluzioni che a medio lungo termine potrebbero essere positive, ma che a breve hanno un impatto traumatico su coloro che i rappresentanti locali della politica eleggono?

Purtroppo chi ha le ricette non gli strumenti e chi ha gli strumenti si guarda bene dall’applicare quelle ricette …e tutti vissero infelici e scontenti!