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martedì 3 ottobre 2017

al teatro Quirino “La leggenda del pescatore che non sapeva nuotare” di e con Agnese Fallongo

di Attilio A. Romita                                                                2 ottobre 2017

Agnese Fallongo, la scorsa stagione, mi aveva stupito e divertito con “Letizia va alla guerra: la sposa, la puttana” : uno spettacolo particolare con tutti, spettatori ed attori, in palcoscenico.
Questa nuova proposta vede i protagonisti, insieme attori e musici, in quattro storie d’amore che si svolgono nel fine guerra del secolo scorso nel Lazio, in Campania, in Calabria ed in Sicilia.

Lo spettacolo nasce dalle interviste e registrazioni che Agnese Fallongo, durante i suoi viaggi teatrali, ha registrato leggende e storie popolari che le raccontavano e che sono diventate la traccia di questa opera teatrale.
Così la Fallongo ci presenta questo sua indagine: “Sapevate che l’Italia è il paese con il maggior numero di dialetti, tradizioni e culture popolari al mondo? Ma questa ricchezza è un relitto del passato, destinato ad estinguersi con il tempo, o un patrimonio vivo, che occorre ancora studiare e valorizzare? E se è vero che non sai dove vai se non sai da dove vieni, oggi: qual è la nostra casa? Qual è la nostra Itaca?”
Il titolo dello spettacolo fa riferimento alla quarta storia, quella del Pescatore Calabrese innamorato di una irraggiungibile sirena. Anche le altre tre storie, tutte di grandi amori disillusi, avrebbero potuto dare il titolo allo spettacolo. Arturo è il pizzaiolo del quartiere romano della Garbatella, timido innamorato che riesce a conquistare la bella Maria, che lo dimentica rapidamente quando lui si allontana per il servizio militare. Reginella è la ricamatrice napoletana che chiude il suo animo all’amore quando le sorelle le rubano l’innamorato, ma che torna ad amare conquistata dalle appassionate serenate dell’omonimo dell’antico amore. Infine Maria, una giovane siciliana innamorata dello swing, che vive una tragica disavventura amorosa nella Sicilia negli ultimi devastanti attimi di una invasione militare.
Sono quattro storie d’amore disilluso con esiti anche tragici che coinvolgono anche per effetto delle musiche che fanno “da fil rouge tra un racconto e l’altro tramite canti popolari e polifonici, musiche dal vivo e strumenti tradizionali. La musica assume una funzione poetica per dare voce a quelle emozioni che spesso, proprio come accade in una serenata, non riusciamo ad esprimere solo a parole.”
Agnese Fallongo è autrice del progetto e protagonista di una delle storie che, di volta in volta vedono Eleonora De Luca, Teo Guarini e Domenico Macrì interpreti principali delle altre storie. Tutti molto bravi nel recitare con accenti dialettali diversi alternandosi come coprotagonisti, musici e coro.
Alessandra Fallucchi è la regista di uno spettacolo la cui scenografia, ridotta all’essenziale, è narrata e resa viva dai protagonisti che, pur essendo solo in quattro, non si disperdono, anzi riempiono, il grande palcoscenico del Teatro Quirino.
Tanti applausi al termine di ogni storia e a chiusura di uno spettacolo divertente e coinvolgente soprattutto per la bravura dei protagonisti …se capita nella vostra città vi consiglio di andarlo a vedere.