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venerdì 22 febbraio 2013

Considerazioni su votare e non votare


Qualche considerazione di "vita pubblica" visto che siamo arrivati molto vicino al giorno delle elezioni.
 Mi sembra che viaggi nell’aria una strana propensione per un voto di protesta “alla Bartali”: “tutto sbagliato, tutto da rifare”.

E' vero che ci sono molte cose da rivedere e, sulla base di quello che è accaduto negli ultimi 60 anni, mi sembra che non ci siano idee chiare su come rifarlo.
Sono però convinto che il voto di protesta sia solo una magra consolazione …..ricordate la storia del marito tradito che per far dispetto alla moglie …..si operò e cambiò voce.
Altro “venticello” che gira è “facciamo la rivoluzione”! Anche questa può essere una idea, ma le esperienze passate ci dicono che le rivoluzioni a lungo termine hanno talvolta introdotto qualche novità positiva, ma nell'immediato sono sempre state gravide  lacrime e sangue.

Una considerazione: viviamo in un mondo sempre più “mondiale” dove i cambiamenti solo locali contano poco, cominciamo a scegliere obbiettivi comuni  senza inutili prese di posizioni integraliste vetero letterarie.
( ne ho scritto in Europa ed Europei ed Europei ed europei -2-)

Facciamo una scelta positiva. 
Ognuno di noi scelga il partito che sembra meglio possa indirizzare le proprie idee, ma ragionando realisticamente e non “alla Bartali” pace all’anima sua.

Abbiamo fatto l’esperienza di governi tecnici omnicomprensivi (e ne ho scritto in  Utopici Governi Tecnici e Utopici Governi Tecnici - 2 -), ma non mi sembra abbiano avuto grandi successi.

Linneo, famoso botanico antico, diceva “Natura non facit saltus”. Per la politica, cioè per l’organizzazione degli stati, vale la stessa legge, a meno di non fare la Rivoluzione, ma questa, come ho cercato di sottolineare, non è sempre la scelta migliore.

E' giusto precisare che solo in alcuni Santi o Sante, quale che sia la loro Religione, esistono le caratteristiche totali di bontà e onestà. Nell’essere umano, di tutte le nazionalità e tipologie, esiste un inseme di caratteri positivi e negativi e l’uso corretto dei giudizi e delle pene, quasi come dei vigili urbani, regolano l’andamento normale della vita.

In conclusione non è che astenendosi dalla lotta (….e chi è di Roma sa il seguito di questo detto popolare!) si ottiene una soluzione.

Tra due giorni si vota ed io invito tutti a fare la scelta che ritiene più giusta secondo le sue idee ed i suoi convincimenti.

Allo stesso tempo vorrei pregare chi pensa di rifugiarsi in una scelta di semplice protesta o, peggio ancora, di non votare in preda ad un pessimismo esistenziale, di riflettere sulle conseguenze di una non scelta. Questi atteggiamenti hanno sempre, nel corso della storia, portato a finali negativi.

BUON VOTO A TUTTI.